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Giornale di libera opinione


Diario


24 giugno 2016

TORTORA: CONFLITTO DI INTERESSE DELL'INGEGNERE/SINDACO

 


“Nel frattempo si può costruire dappertutto,basta rivolgersi ai tecnici giusti chiedendo la benedizione del primo cittadinoin persona”denunciarono i membri della sezione Ds tortorese, correva l’anno 2002. Querelatidal sindaco-ingegnere furono assolti nel 2008, la loro era doverosa criticapolitica.

Anche MarioMontesano, decano del PSI locale evidenziò il conflitto di interessi cheinvestiva il sindaco Lamboglia e il suo vice Chiappetta “ L’art. 78 del decreto legislativo stabilisce che i componenti la giuntanon possono espletare attività in settori in cui hanno responsabilitàamministrativa. E’ assurdo che il sindaco possa essere il controllore e ilcontrollato, c’è una legge morale che deve essere applicata, inoltre, si ècostruito, in atto di variante, la dove non si poteva costruire”.

Nel dicembredel 2004 pubblicammo un copioso (e incompleto) elenco di progetti eseguiti dai“compagni di righello” Lamboglia eChiappetta, sindaco e vice sindaco dell’epoca, che spaziava dal 31/03/2000 al13/12/ 2003 in barba ad ogni norma morale, civile e politica.

A distanza dicirca 14 anni qualcosa è cambiato? NO!!!

Da qualchemese durante la distribuzione del nostro foglio locale poniamo ai lettori, eagli avventori che incontriamo casualmente, una domanda: “Dopo venti anni hai capito qual è il progettopolitico di Pasquale Lamboglia per il rilancio di Tortora?

Un buon 20%risponde che non l’ha ancora capito, per il restante la risposta è all’unisono:“Lamboglia cura solo i suoi personalissimi progetti… quelli edili perintenderci!”  

Sì, itortoresi, a favore o contro, hanno capito che Lamboglia non ha mai divisocarica amministrativa e professionale a discapito del territorio, delle suegenti e della sua economia. Egli ha inserito il Paese in una specie di ampollae per buona parte dell’anno tutto stagna, salvo poi animarsi durante il periodoestivo non certo per suo merito. Costi quel che costi il nostro primo cittadinopro tempore tira dritto per la sua strada e continua la sua attività doubleface, in compagnia di amici fidati come nel caso della realizzazione di unacasa unifamiliare, previa demolizione del fabbricato esistente, di M. G., chelo vede direttore dei lavori, insieme al Geometra B. G., e calcolatore statico.

Lambogliacontinua a eludere la legge 3/8/1999 n. 265, all’art. 19 –attuale co. 3 dell’art.78 del testo unico delle leggi sull’ordinamento deglienti locali approvato con D. Lgs. 267/2000 – relativamente alle condizionigiuridiche degli amministratori locali, stabilisce che I componenti la giunta comunalecompetenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devonoastenersi dall’esercitare attività professionale in materia di edilizia privatae pubblica nel territorio da essi amministrato.” Egli, probabilmente, ritieneche non essendoci sanzioni ben chiare può eludere la norma. Non la pensa così MicheleGorga nel suo saggio “ Il conflitto d’interesse degli amministratori locali tra sanzione d’incompatibilità e tutela penale.

L’obbligo di astensione, stando al sensoletterale, è previsto per tutti i componenti la giunta comunale, in quanto taliindipendentemente dalla delega da essi esercitata. Diversamente la leggeavrebbe fatto espressamente menzione all’assessore delegato e giammai aicomponenti la giunta comunale. ?Infavore della tesi interpretativa secondo la quale la norma non si riferiscealla “competenza amministrativa” ma a quella “professionale” militano moltiindizi. Primo tra tutti è che l’attuale sistema si fonda sulla rigidaseparazione tra la funzione politica e la funzione gestionale. Orbene è dimacroscopica evidenza che la presenza in giunta di un ingegnere, anche qualeSindaco o vice Sindaco, e quindi con ampio e generale competenza in materiaurbanistica e di edilizia, viola la norma in parola che ha come obiettivol’imparzialità dell’azione amministrativa in un quadro di attenzione alleconcrete condizioni di operatività dell’Ente locale minore rivolgendosi acoloro che svolgono in proprio un’attività libero professionale nello stessodelicato settore nel quale come pubblici amministratori sono chiamati a tutelareinteressi primari della collettività locale. ?In particolare, destinatariodella norma è il libero professionista componente la Giunta che nel campoedilizio, infrastrutturale urbano e territoriale, e dell’urbanistica fornisceprestazioni di carattere prevalentemente intellettuale essendo in possessodegli specifici requisiti di formazione culturale e tecnica quali titolo distudio, iscrizione al relativo albo e ordine professionale.

?La presenza in Giunta del Libero professionista anchequale Vice Sindaco – che per legge può esercitare, in luogo del Sindaco edell’eventuale assessore delegato al ramo, ogni attività e competenza inmateria di urbanistica, LL.PP. ed edilizia – e quindi quale componente dellaGiunta Comunale che ha competenza sullo stesso territorio nel quale esercita lalibera attività professionale è censurata dalla norma come conflittod’interesse tra attività pubblica e privata che sostanzia grave violazione dilegge in quanto compromette la fede pubblica poiché il comportamento degliamministratori non solo deve essere ma anche apparire improntato ai criteridell’imparzialità e buon andamento amministrativo con esclusione di ogni possibile fraintendimentod’indebita commistione tra l’esercizio della pubblica funzione e l’interesse professionalee quindi personale. ?

Può pertanto affermarsi che l’interesse pubblico cui sonocollegati i principi di imparzialità e di buona amministrazione nelcomportamento degli amministratori, trova tutela sia con la previsione dellaincompatibilità sia con altri istituti quali l’astensione e la tutelapenalistica che rappresentano un modo normale di definizione di ipotesi diconflitto d’interesse degli amministratori pubblici.? La norma in esame nellaprima parte pone, quindi, l’obbligo di astenersi dal prendere parte alladiscussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o diparenti o affini sino al quarto grado fatti salvi i provvedimenti normativi odi carattere generale. Nella seconda parte ?sancisce il dovere di astensione peri componenti la Giunta comunale di esercitare attività professionale in materiadi edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato.? La stessaquindi non ponendo chiaramente una sanzione e non enunciando espressamenteipotesi di incompatibilità o di ineleggibilità non da luogo “ipso iure ” a unacausa di incompatibilità , neanche però può ritenersi che con la stessa si siainteso solo disciplinare l’attività professionale privata dei titolaridell’ufficio pubblico nell’ambito del territorio da essi amministrato insettori potenzialmente conflittuali con l’ente territoriale, esaltando così laresponsabilità “politica” dell’amministratore, sindaco ed assessore neiconfronti dell’organo di appartenenza, sia della giunta, del consiglio che dellacollettività.?Vero è che per il libero professionista la norma non sanciscepure e semplicemente l’incompatibilità né il dovere di non esercitarel’attività professionale sul territorio amministrato, ma altrettanto vero è cheessa introduce l’obbligo di optare tra esercizio della libera professione ecarica pubblica. ?Presupponendo, implicitamente, la prima attivitàincompatibile con la seconda e quindi introducendo di fatto, nel nostroordinamento, anche se in via indiretta un’altra incompatibilità da aggiungere aquelle espressamente elencate. Consegue la decadenza in caso in cui scelta laprima si eserciti anche la seconda nel territorio amministrato. Se non fossetale la ratio della norma la stessa sarebbe stata inutiliter data.

?L’obbligo di astensione, come tale è già conosciuto dalnostro ordinamento è trova fondamento nell’art.97 della Costituzione.Quest’ultimo sancendo l’imparzialità della Pubblica amministrazione rendeapplicabile il principio generale del procedimento amministrativo in base al qualeogni soggetto direttamente o indirettamente interessato al provvedimento daadottare deve necessariamente astenersi dal partecipare o dall’assistere allaformazione dello stesso, e ciò perché la relazione che lega l’agenteall’oggetto dell’atto da emanare crea una particolare situazione di conflittotale da ripercuotersi sulla corretta ed imparziale attività del determinarsi.La norma in esame quindi lungi dall’essere ritenuta priva di sanzione in quantoil legislatore all’uopo ha usato l’espressione “devono astenersi” deve essereinterpretata nel senso che non può riconnettersi alla stessa altro significatoche non sia quello della decadenza una volta che scelta l’alternativa sia statoviolato l’obbligo di astensione. ?In conclusione ben può ritenersi che illegislatore ha introdotto un dovere di optare tra carica pubblica e liberaprofessione in capo ai componenti la Giunta comunale in materia di ediliziaprivata e pubblica nel territorio amministrato e competenti, ovvero delegati,in materia di edilizia, urbanistica e lavori pubblici, senza comminarel’espressa sanzione della decadenza ma ha anche previsto, che il soggettoinadempiente ne risponderà, normalmente, con la sanzione della decadenza edanche, eventualmente, a titolo di responsabilità penale qualora si concretizzi,nella violazione dell’obbligo, gli elementi oggettivi e soggettivi più gravidel reato di abuso di ufficio.”

FaustoCastigli


23 febbraio 2015

IO SONO CARMELO! TUTTI SIAMO CARMELO!

Questa è una storia come tante nella nostra zona, fatta di sacrifici e privazioni, che rischia di degenerare se noi tutti non né comprendiamo i possibili risvolti drammatici che potrebbero svilupparsi.
Carmelo Calabrò, due figli, da circa 20 anni gestore, insieme alla moglie, del bar – tabacchi della stazione ferroviaria di Praia a Mare lancia il suo disperato appello: “Se non subentrano fatti nuovi e concreti, a breve sarò costretto a chiudere quest’attività, unico sostegno della mia famiglia; perderemo non solo il lavoro ma anche la nostra abitazione. La nostra casa realizzata con tanti sacrifici, senza poter fare una passeggiata, anni di duro lavoro dalla mattina presto a sera inoltrata, dedicati solo al lavoro e alla famiglia. Oltre alla crisi, ancora in atto, ci ha messo in ginocchio il furto subito il 20 giugno del 2014 di oltre 30.000 euro”. I ladri hanno rubato soprattutto sigarette che dovevano servire per affrontare l’imminente stagione estiva, comprate con i soldi riscossi dell’assicurazione privata fatta a favore del figlio maggiore molti anni or sono. 
Per continuare l’attività ho dovuto chiedere - prosegue Carmelo - successivi prestiti alle banche ipotecando la casa di proprietà. Oggi per le stesse, la famiglia Calabrò non è più affidabile”.
Ma come sì suol dire, oltre al danno anche la beffa! Lo stato italiano non ha saputo tutelargli l’attività lavorativa e gli ha alzato le spalle ignorando le numerose richieste d’aiuto: “All’attenzione del Sig. Presidente della Repubblica (15/11/2014) Sig. Presidente, mi perdoni se Le scrivo ancora, se insisto nel chiederLe aiuto, ma la situazione della mia famiglia è davvero pericolosa, mi creda non posso permettermi di perdere tutto.....”.   
“A nulla sono servite le lettere indirizzate al presidente del Consiglio Renzi e all’ex capo di stato - prosegue Carmelo - l’unica risposta è pervenuta da parte dello staff di Napolitano “ Gentile Sig. Calabrò, mi riferisco alla lettera da lei indirizzata al presidente della Repubblica, comprendo, mi creda le difficoltà che lei si trova ad affrontare e desidero perciò informarla che ho inteso rimettere il suo scritto all’attenzione ed alla valutazione delle competenti istituzioni territoriali per le consentite iniziative che possano essere intraprese in sede locale. Nell’esortarla a non cedere a pur comprensibili motivi di scoraggiamento colgo l’occasione per inviare a lei e a sua moglie, cordiali saluti”. Firmato: il capo servizio. Siamo consapevoli che non siamo gli unici a subire questa maledetta crisi, cerchiamo solo un’altra possibilità, anche e soprattutto per i nostri figli, per ritornare a vivere! E’ tanta la delusione e la rabbia che monta giorno dopo giorno…. Si parla, si parla di fare qualcosa a favore della gente in difficoltà, ma sono sempre e soltanto parole, intanto si vive un crescente d’emozioni che hanno solo il potere di lasciarti addosso una paura immensa... la sensazione di avere un cappio al collo che si stringe giorno dopo giorno, sempre di più”. 
E’ tempo di passare dalle parole ai fatti! E’ tempo di salvare questa famiglia in difficoltà. Comprendiamo che non è l’unica! Intanto incominciamo a fare qualcosa per questa: SIAMO TUTTI CARMELO CALABRO’! 
Bastano 10,00 euro! Sì dieci euro a testa per salvare una famiglia di quattro persone, per salvare un’attività lavorativa che permette a quattro persone di “tornare a vivere!” 
C’è un conto corrente, presso la Banca Carime filiale di Praia a Mare,  intestato a Carmelo Calabrò, questo il codice IBAN per i versamenti: IT65T0306780870000000001103.
Ci aspettiamo, in concreto, la solidarietà e la generosità delle attività produttive, dei comitati di sostegno, dei Servizi Sociali dei Comuni e delle famiglie del posto. Grazie!

S.C.
 


4 febbraio 2015

ECHI DAL GOLFO, periodico di Tortora - Praia a Mare (Cs) Gennaio 2015

L’Associazione culturale Futura editrice con sede in Tortora Marina (Cs) comunica la ripresa delle pubblicazioni del foglio locale di Tortora e Praia a Mare, Echi dal Golfo, che avrà cadenza quindicinale.

Il periodico, dopo la scomparsa del compianto Domenico Longo, sarà diretto da Stefano Surace, noto giornalista di ABC News con sede in Francia, esperto maestro di arti marziali, Ju-Jitsu 10° Dan, premiato con la legion d’onore dal presidenteValéry Giscard d'Estaing per alti meriti sportivi.

Surace è anche presidente del Partito Secessionista dell’Italia Meridionale.

Il giornale può essere consultato online all’indirizzo: https://www.facebook.com/fausto.castiglia.5/media_set?set=a.10205013823336925.1073741844.1582489701&type=3&uploaded=8

Per contatti: 0985.764617 – 349.5729733 – echidalgolfo@tiscali.it

Grazie per la collaborazione e buon lavoro.

Cordiali saluti

Fausto Castiglia


21 luglio 2014

I giudici onesti si fanno coraggio… …e danno a loro volta una botta micidiale a un altro strano magistrato, Ilda Boccassini, assolvendo in pieno Berlusconi.

Dopo la botta micidiale di Stefano Surace a Minisci, giudice indegno

I giudici onesti si fanno coraggio… …e danno a loro volta una botta micidiale a un altro strano magistrato, Ilda Boccassini, assolvendo in pieno Berlusconi.
A questa clamorosa vittoria di Berlusconi ha certamente contribuito il fatto di di non avere più utilizzato come difensore l’avv. Nicolò Ghedini, sostituendolo con Franco Coppi, come da gran tempo consigliava Surace

In effetti il Ghedini aveva fatto errori macroscopici che avevano avuto per Berlusconi le ben note, gravi conseguenze. Eppure il Cavaliere aveva avuto l’incredibile fortuna, da vero nato con la camicia com’era reputato, di poter dimostrare in modo inconfutabile l’inattendibilità, e addirittura l’indegnità, dei magistrati della Procura di Milano che lo perseguitavano.

Gli bastava infatti far notare il semplice ma decisivo dettaglio che costoro erano proprio gli stessi che avevano dato luogo allo “scandalo Surace” (detto anche “Suracegate”) per cui si erano trovati sommersi dagli attacchi massicci e sprezzanti dell’intera stampa italiana e mondiale e di molte autorità di vari Paesi.

Il “Suracegate”…

In effetti proprio la Procura di Milano che perseguitava Berlusconi, diretta all’epoca da Gerardo D’Ambrosio, aveva avuto la buona idea di sequestrare Stefano Surace in un carcere di alta sicurezza, quello di Ariano Irpino, emettendo un ordine di carcerazione per una condanna “definitiva ed esecutiva” che in realtà non era mai stata emessa, e per di più Surace non era mai stato neppure minimamente accusato del reato che quella “condanna” gli attribuiva.

Ordine di carcerazione della Procura di Milano che fu fatto tuttavia eseguire per motivi… logistici - Surace in quel momento da Parigi si era recato a Napoli per seguire una causa di risarcimento, come dettagliato da ABCnews in un recente servizio - dal Procuratore capo della repubblica di Torre Annunziara, Alfredo Ormanni (poi radiato dalla magistratura per indegnità).

Bastava dunque che il Ghedini facesse notare il piccolo dettaglio che quei magistrati della procura di Milano che perseguitavano Berlusconi erano proprio gli stessi che si erano resi indegni autori dello scandalo Surace, e avrebbe fatto capire tutto alla stampa mondiale che per quello scandalo si era scagliata con particolare durezza proprio contro costoro.

E invece il Ghedini, guarda un po’, fece l’errore madornale di non usare quest’« arma assoluta » preferendo strade semplicemente disastrose che hanno attirato sul Cavaliere l’ostilità proprio dell’intera stampa mondiale… con quel che n’è seguito.

Coppi al posto di Ghedini

Eppure Surace aveva tentato di aprire gli occhi a Berlusconi su questo punto fondamentale con diversi articoli, ma senza esito… Finché ora il Cavaliere gli occhi li ha finalmente aperti e si è deciso a seguire il consiglio di Surace rimpiazzando infine il Ghedini, in questo processo fondamentale in cui era stato condannato a ben 7 anni di galera, con un avvocato consigliato proprio da Surace, Franco Coppi,

Avvocato Coppi al quale Surace veva già dato una mano decisiva in occasione del famoso processo in cui la Corte di Assise di appello di Perugia aveva condannato Giulio Andreotti a ben… 24 anni di galera, indicandolo come mandante dell’assassinio di Mino Pecorelli.

In quell’occasione Surace intervenne segnalando alla Corte di Cassazione, anche mediaticamente, che quella condanna era interamente basata su due falsi colossali ed una sistematica omissione commessi dai giudici, anomalie che non avevano potuto essere rilevate dallo stesso avvocato Coppi, non essendone al corrente.

E la Corte di Cassazione condivise in pieno la tesi di Surace cancellando senz’altro quei 24 anni e senza rinvio, quindi definitivamente.

Ebbene, quando Berlusconi finalmente eliminò il Ghedini sostituendolo col Coppi, ABCnews ebbe a commentare: “vuoi vedere che Surace riuscirà a salvare Berlusconi come gli riuscì per Andreotti?”

E in effetti ora - sull’onda della botta micidiale di Surace a Minisci che ha suscitato una vasta indignazione anche in magistratura verso quel giudice ignobile - i magistrati d’appello a cui è stato affidato il processo di quei 7 anni a Berlusconi si son fatti coraggio, ed hanno assestato a loro volta una botta micidiale alla Boccassini, che aveva inventato quel processo.

Ilda Boccassini a gambe aperte sulle gambe di un uomo, di sera, in Procura…

Della quale Ilda Boccassini si era anche ampiamente occupato Surace in vari articoli, fra l’altro allorché un colonnello dei carabinieri, Adolfo Bono, aveva segnalato che un ex carabiniere addetto alle pulizie del tribunale aveva riferito che, nell’entrare una sera nell’ufficio della Boccassini appunto per le pulizie, l’aveva trovata “seduta a gambe aperte sulle gambe di un uomo, e di fronte allo stesso”.

Sicché il procuratore della repubblica di Milano dell’epoca, Mauro Gresti, magistrato insigne, era intervenuto “al fine di evitare il ripetersi di episodi disdicevoli negli ambienti della procura di Milano, specie nelle ore serali”.

E l’Ilda dovette rendere conto dinanzi alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, ma rifiutò di rispondere sui quei suoi comportamenti “disdicevoli” (che comunque non poté negare) sostenendo che si trattava di fatti “che attengono esclusivamente alla sfera privata” e quindi “coperti da un diritto di assoluta riservatezza” (anche se commessi in locali della Procura della Repubblica, di sera ???).

Il sostituto procuratore generale Antonio Leo, che sosteneva l’accusa, chiese innanzitutto l’allontanamento dell’Ilda dalla Procura di Milano, ma la sezione disciplinare del CSM, di cui faceva parte Alfonso Marra (che in seguito sarà nominato procuratore capo della repubblica di Milano ma dovette poi dimettersi a causa della faccenda P3) decise, incredibile, di lasciarla al suo posto.

E così costei poté combinarne, di cosette…

Fra l’altro, proprio costei che aveva sostenuto davanti al Consiglio superiore della magistratura che i fatti “disdicevoli” di cui era accusata “attengono alla sfera privata ecc. ecc.” si è poi data ad accusare con particolare accanimento Berlusconi di fatti che attengono alla sua sfera privata e che, veri o presunti, in ogni caso erano avvenuti a casa sua.

Le singolari caratteristiche della Boccassini erano state del resto indicate, per esempio, da Francesco Saverio Borrelli quand’era a capo della Procura milanese ; il quale ne aveva sottolineato ufficialmente « la mancanza di controllo nervoso », « la carica incontenibile di soggettivismo » e così via, per cui l’aveva allontanata bruscamente dal suo staff.

Ed anche Vittorio Mele, già Procuratore generale a Roma, che la conosceva bene essendo stretto amico di famiglia, l’aveva descritta in modo assai poco lusinghiero fra l’altro in un suo libro (« Procuratore a Roma », edizioni « Tempo Lungo »).

Certo, visto da che ambiente proveniva...

Certo alcune caratteristiche della Boccssini, decisamente lontane anni-luce da quanto ci si attenderebbe da un magistrato, possono spiegarsi in parte con l’ambiente familiare da cui proviene : un padre presidente di tribunale sotto la cui casa a Napoli, ad ogni ricorrenza festiva facevano la fila decine di macchine cariche di regali portati da personaggi dall’aria non precisamente di cherubini… Coi commenti dei vicini che si possono immaginare.

Il che non doveva esser ben vissuto dal figlio di detto presidente (e fratello dell’Ilda) che non trovò di meglio che darsi a più non posso alla droga, abbondantemente fornitagli da gente della « mala », tanto che gli avvenne di essere più volte raccattato da terra per istrada in stato di incoscienza.

Situazioni che non devono essere ben vissute neanche dal figlio della stessa Ilda, il quale per esempio, poiché i buttafuori di una discoteca a Ischia non gli avevano permesso di accedervi poiché visibilmente strapieno di alcool (e forse non solo di alcol) si diede, con due suoi amici, a una furiosa colluttazione a calci e pugni contro i buttafuori e un carabiniere, sicché si trovò incriminato per rissa, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Stavolta comunque a prendersi “calci e pugni” (sia pure morali) è stata l’Ilda, per mano dei giudici della Corte d’Appello di Milano…

Insomma Surace, questo asso del giornalismo d’inchiesta, dopo aver aiutato in modo determinante Andreotti e il suo avvocato Franco Coppi a spazzar via quei 24 anni di galera, ha ora aiutato in modo determinante Berlusconi e ancora il Coppi a spazzar via quei 7 anni…

Mica male come doppio exploit... che si aggiunge ai tanti che han reso celebre questo giornalista dal coraggio leggendario e dalla penna particolarmente affilata, tipico esempio del giornalismo migliore.

Affare da seguire…
ABCnews Europa - agence européenne de presse - abcnews@free.fr


21 maggio 2014

GIORNALISMO, E' MORTO DOMENICO LONGO

Si è spento nella sua Solopaca (Bn) editore e direttore de "L'Altra voce" e del foglio locale di Tortora -  Praia a Mare (Cs) "Echi dal golfo". Da anni attivo anche sul tirreno cosentino attraverso alcune manifestazioni culturali e campagne di sensibilizzazioni portate avanti con l'editore tortorese Fausto Castiglia.

Da tempo Longo lottava contro un tumore, lascia la moglie e quattro figlie. 
Giornalista d'assalto e senza peli sulla lingua, Domenico Longo, si è distinto per le sue battaglie contro il signoraggio e l'usura bancaria, equitalia e lo strapotere della magistratura, tutti temi che ha saputo raccontare nei suoi libri. Il battesimo su "CSM Comitato a Sostegno dei Magistrati" con cui venivano denunciati gli abusi di potere della magistratura beneventana, protelli dal Consiglio Superiore della Magistratura.
In ultimo, Longo aveva sposato la lotta contro il signoraggio bancario e la politica lobbistica delle banche europee, intrattenendo convegni di fuoco per sensibilizzare i cittadini sulla truffa dell'euro. Anche Praia a Mare (Cs) il 26 ottobre 2013 ha ospitato questo tour.
Una campagna di divulgazione che ha effettuato proprio nel periodo che la sua malattia degenerava. Anche questa battaglia è finita in un libro intitolata "La più grande truffa di tutti i tempi" 
Ma l'attività di Domenico Longo è principalmente nel mensile L'Altra voce, da lui ideato e curato fino all'ultimo giorno.
Se ne va un combattente che non ha avuto paura di sfidare i poteri forti e in questo giorno di dolore per la perdita di un amico e di un combattente le parole servono a poco: addio Direttore la terra ti sia lieve!
Martino Ciano


7 gennaio 2014

Uova fresche ai giudici di Strasburgo di Domenico Longo

Uova fresche ai giudici di Strasburgo di Domenico Longo

Nel riquadro riportiamo la sintesi di ciò che fu il ricorso
presentato alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo
di Strasburgo, dall’avv. Marina Flocco e dal
prof. Francesco Petrino il giorno 31 marzo 2008, su
proposta della ricorrente dott.ssa Ornella Mariani
(nella foto in basso), di Benevento. L’evidente incostituzionalità
della legge nr. 270 del 2005 è stata accolta,
infine, dalla Corte Costituzionale, in Italia,
previo un ricorso presentato da più persone. Va sottolineato
che dal 31 marzo 2008 ad oggi la Corte di
Strasburgo non ha mai risposto al ricorso mostrando
totale disinteresse per tutti quegli italiani che, andando
a votare, altro non facevano che avallare le decisioni
assunte dalle segreterie di partito. Tuttavia ci
rendiamo conto che non poteva andare diversamente,
atteso che i giudici componenti la Corte di
Strasburgo, sono nominati dalle classi dirigenti dei
propri rispettivi Paesi. Quelle stesse classi cioè, che
hanno tratto benefici da una legge che di fatto e in
barba ai più elementari principi costituzionali, aveva
estromesso dal voto gli italiani.
Spediremo a Strasburgo (all’indirizzo Allée des
Droits de l’Homme, 67000 Strasbourg, Francia), ai
predetti giudici, una dozzina di uova destinate non
a essere consumate, come si potrebbe pensare sulle
prime, ma ad essere covate atteso
che costoro restano ore e
ore a riscaldare la poltrona che
gli è stata fornita da amici verso
i quali dovranno pure in qualche
modo mostrarsi compiacenti
e grati. Una domanda,
però, è d’obbligo a tutti giudici
italiani: possibile che nessuno
di voi si sia mai avveduto di andare
a votare con una legge palesemente
incostituzionale? E
quel Giorgio che presiede la Repubblica
italiana (mentre fa gli
interessi degli amici massoni)
neanche se n’è mai accorto? Aggiungo
a chiusura che in realtà
la stessa Consulta nell’accogliere
il ricorso ha sollevato
della predetta legge il difetto
minore, omettendo di sottolineare,
come andava invece
fatto, che in realtà il grave
danno riguarda lo scippo agli
italiani del diritto di voto.
Domenico Longo




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29 ottobre 2013

Presentato a Praia a Mare il libro di Domenico Longo, LA PIU' GRANDE TRUFFA DI TUTTI I TEMPI

AULA CONSILIARE DEL COMUNE DI PRAJA A MARE.
PRESENTATO IL LIBRO DI DOMENICO LONGO: “LA PIÙ GRANDE TRUFFA”.

“Stiamo assistendo alla dittatura, neanche più tanto silente, delle banche, che producono miseria e scelgono ormai pure i governanti, la questione del debito pubblico è una farsa, esso non si estinguerà mai”. E’ questa una delle dichiarazioni “forti” di Domenico Longo, autore del volume “La più grande truffa di tutti i tempi, la dittatura silente dei finanzieri”, presentato SABATO 26 OTTOBRE 2013 presso la sala consiliare del Comune di Praja a Mare. 

Un libro che mette talmente sotto accusa il sistema bancario e politico, che non ha trovato un solo editore disposto a pubblicarlo. All’evento erano presenti l'Ass.re Maiorana del Comune di Praja a Mare, il dott. Domenico Longo - Autore del libro, presenti anche l'Avv. Michele Imperio e il dott. Giuseppe Catapano Autori del libro Come risanare il debito pubblico. Presente l'organizzatore Fausto Castiglia - Editore della FUTURA EDITRICE. Moderatore della serata il giornalista dott. Martino Ciano.

Per Martino Ciano, che ha introdotto il dibattito, il libro di Longo tratta un tema importante ed intrigante, ovvero il rapporto fra economia reale ed economia monetaria.
L'Autore del libro dott. Domenico Longo ha sottolineato che il volume in sintesi racconta l’ultima battaglia del millenario confronto fra chi ha potere e chi non ce l’ha, il rapporto diretto fra il signoraggio bancario e lo sfruttamento dei popoli attraverso il debito pubblico.

Atteso l'intervento dell'Editore Fausto Castiglia che ha sottolineato che ormai in questa fase l’economia sovrasta la politica, perciò bisogna ritornare ad avere banche che servano il popolo, senza prestare denaro ad interessi allo stato che crea il debito pubblico e che soprattutto i politici non siano i camerieri delle banche.

L'Autore del libro ha sottolineato il fatto che ormai non più di dieci famiglie al mondo decidono e determinano il destino dell’umanità, ricordando il precedente della grande depressione del ’29 quando Mussolini creò la banca d’Italia che serviva a stampare i soldi alla nazione che però pagava solo i costi del materiale e non, come accade adesso, che paga il valore dei soldi stampati, i costi di stampa più gli interessi, un girone infernale da cui non si esce più.

Domenico Longo ha spiegato gli alti costi del debito pubblico. “Se c’è un nazione indebitata, vuol dire che un’altra è in credito: dovrebbe essere così, ma non lo è affatto. L’Italia paga 80 miliardi annui solo di interesse sul debito, un prestito che fisiologicamente è inestinguibile, tant’è che Monti, che doveva sanarlo, l’ha fatto invece aumentare, basta pensare che se lo Stato non regalasse questi soldi alle banche ogni anno avremo un decremento del 30% delle tasse. La Costituzione tutela il risparmiatore, ma gli istituti di credito si comportano unicamente come aziende.

Alla presentazione del libro hanno partecipato alla discussione alcuni cittadini di Tortora e di Praja a Mare presenti.

Anche l'Avv. Michele Imperio e il dott. Giuseppe Catapano, Autori del libro Come risanare il debito pubblico hanno minuziosamente spiegato la natura del loro libro di cui ne parleremo in altra occasione.


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16 ottobre 2013

PRAIA A MARE (CS) LA FUTURA EDITRICE PRESENTA: LA PIU' GRANDE TRUFFA DI TUTTI I TEMPI E COME RISANARE IL DEBITO PUBBLICO

La Futura Editrice di Tortora (Cs), con il patrocinio dell'Assessorato alla cultura del Comune di Praia a Mare (Cs) organizza la presentazione dei volumi “La più grande truffa di tutti i tempi” di Domenico Longo, giornalista- editore de "L'Altra Voce" e “Come risanare il debito pubblico senza chiedere un euro ai cittadini” edito da Dreams Entertainment con il progetto Cultura Europa, di Giuseppe Catapano, Presidente dell’Osservatorio Parlamentare Europeo, Magnifico Rettore Onorario dell’UNI degli Studi Popolari di Milano,giornalista, docente e consulente nei settori finanza, organizzazione aziendale e Michele Imperio,Avvocato penalista e cassazionista nonché direttore del quotidiano“La Notte”.

Un momento di cultura, formazione ed informazione che ha voglia di capire e comprendere in modo semplice e diretto la situazione Italiae su come è possibile risanare il debito pubblico, esaminando e scoprendo i giochi di potere che hanno contribuito a generare l'attuale situazione economica. Saranno presente gli autori.

L’incontrosi terrà a Praia a Mare (Cs) sala consiliare, sabato 26 ottobrec.a. dalle ore 17,30 in poi e sarà presentato dal giornalistadi Rete3 News Martino Ciano. A seguire i saluti dell'Assessorealla cultura Anna Maiorana e del presidente della FuturaEditrice Fausto Castiglia.

La cittadinanza è invitata.



25 settembre 2013

...il Poliedrico, il Nano e... il ballerino zoppo!!

Visto l'art. 605 c.p.p. In riforma della sentenza emessa dalTribunale di Paola – Sezionestaccata di Scalea – dell'11 gennaio 2007, appellata daCastiglia Fausto (difeso dalgiavvocati Egidio Lorito e Alfonso Guaragna del Foro di Paola) assolvel'imputato dal reato ascritto al capo B perchè il fatto non sussistee dichiara di non doversi procedere nei confronti del predetto inordine al reato di cui al capo A essendo estinto per prescrizione”.

Si conclude cosi, dopo circa dieci anni la drammatica vicenda, cheha visto protagonisti Fausto Castiglia, fondatore del foglio locale“Echi dal Golfo”, Pasquale Lamboglia e Franco Chiappettarispetivamente sindaco e vice sindaco in quell'anno, iniziata conla chiusura del periodico e della tipografia il 24 dicembre 2003.

La Corte di Appello di Catanzaro il 18 aprile scorso, presidente G.Bianchi, consiglieri M. T. Carè e I. Luzzo, con l'intervento delProcuratore Generale Eugenio Facciolla, nella motivazioned'assoluzione ha sentenziato “ Come anche ha sottolineato il P.G. di udienza e lo stesso Giudice di primo grado, le frasiadopearte nell'articolo in questione (credevamo di aver eletto unacompagnia di prim'ordine... invece ci siamo ritrovati in un circocomposto da nani e ballerine zoppe... ed il capo comico è troppotempo che ormai non ci fa più ridere, nrd) sono strumentali allacritica politica ed intendono sottolineare l'incapacità ol'inedeguatezza degli amministratori. Non vi può essereequivoco sul fatto che l'autore dell'articolo attraverso leespressioni incriminate volesse riferirsi non alla sfera personaledelle persone chiamate in causa, da cui avrebbe semmai discesa lagratuità delle espressioni adoperate, ma alla loro veste politicaed amministrativa ed alle modalità di gestione della cosa pubblica.

Non si tratta, come è evidente, - continua la sentenza - di unattacco personale ma di una critica politica espressa con frasi cheperaltro non appaiono così incontinenti come la sentenza di primogrado postula. In riferimento a nani e ballerine zoppe, lungidall'apparire espressione priva di continenza, intende chiaramentesottolineare un giudizio di inadeguatezza politica ed aministrativa,perciò di critica politica, e non si presta ad equivoci di altrotipo.

In particolare non può ritenersi che dette espressioni sianotrasmodate in aggressione sul piano personale senza alcuna finalitàdi pubblico interesse, che anzi è proprio in arapporto al pubblicointeresse dei cittadini del Comune di Tortora che si lamental'incapacità dell'amministrazione comunale e del sindaco. Non èl'offesa personale – conclude - che viene perseguita dall'autorecon l'espressione incriminata ma la critica politica all'azioneamministrativa dei soggetti chiamati in causa. Ed è la qualitàpubblica e le funzioni esercitate dei soggetti asseritamente lesi cheleggittima, per altro e speculare verso, l'esporsi ad essere ilbersaglio di critica. La frase incriminata, in altri termini,specie se letta nel contesto dell'intero articolo, esclude chel'autore volesse denigrare e offendere sul piano personale gliamministartori, lasciando chiaramente trasparire la delusionepolitica rispetto ad aspettative differenti”.



18 settembre 2013

DELITTO DI USURA: 24 SETTEMBRE 2013 – dalle ORE 10 TUTTI A ROMA - PIAZZA CAVOUR


 

IL DELITTO DI USURA(clicca qui) 

Movimento di Vittime di Usura ed Estorsione Bancaria

Assistenza Informativa, Tecnica e Legale

 

 

18 Settembre 2013

 

10^ COMUNICATO – 38^ settimana 2013

 

Alle vittime di vessazioni bancarie e giudiziarie . Agli amici e sostenitori.

 

 

24 SETTEMBRE 2013 – dalle ORE 10

TUTTI A ROMA - PIAZZA CAVOUR (CLICCA QUI);

 

? PERCHE’ PARTECIPARE? Clicca qui Sarà presente Luigi Di Napoli, l’emblema della criminalità bancario/giudiziaria; 

*   “Delitto di Usura” colpisce ancora: questa sera Ore 21:15 suLa 7 “La Gabbia”; già su Presa Diretta con Mario Bortoletto(clicca qui);

*   Avvocati senza Frontiere al fianco delle Vittime della Giustizia;

*   BCC di Alberobello e Sammichele: ombre di mafia(clicca qui);

*   Da Antonio: Chiedo il diritto ad una giustizia uguale per tutti;

? Non hai letto gli ultimi comunicati?   Clicca qui;

?  Aumentano le sospensioni rilasciate dalle Procure (clicca qui);

?  Raccolta di sentenze di condanna delle banche(clicca qui);

Devi eseguire la ricostruzione dei conti corrente? NON affidarti a Faccendieri .

Chiedi consigli a “Il Delitto di Usura” o a LO SAI : 

Scrivici: info@orsiniemidio.it // ildelittodiusura@gmail.com //losai.usura@gmail.com 

o chiama a 331/9523745 /// 342/0504778 /// 389/9066969

                        A presto

Emidio, Silvestro e lo staff

www.orsiniemidio.it

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Tortora è il primo comune della Calabria nord occidentale che si affaccia sul Mar Tirreno, al confine con la Basilicata. Il suo territorio prevalentemente collinare è incluso in gran parte nel Parco Nazionale del Pollino, confina sul versante nord con i comuni di Maratea e Trecchina, a nord-est con Lauria, ad est con Laino Borgo, a sud con Aieta e Praia a Mare ed ad ovest con il Mar Tirreno. Il territorio è diviso in tre realtà antropiche: il centro storico che conta circa 550 abitanti, le frazioni montante con circa 1050 abitanti e la marina con circa 4400 abitanti. Tortora è un centro di villeggiatura, dotato di spiagge attrezzate, alberghi, pensioni, residence, ristoranti ed agriturismi. Il mare, l'ospitalità della gente e il cibo genuino rendono la cittadina il luogo ideale per una vacanza rilassante. Da visitare anche la zona montana e la mostra perenne allestita nel centro storico, presso il palazzo Casapesenna.







 

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